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COLOGNORA VALLERIANA (Lucca) - Toscana
PATRIMONIO CULTURALE DELL'UNESCO

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Colognora Valleriana, evidente corruzione di "Coloniola", è un frazione del comune di Villa Basilica. Essa si raggiunge percorrendo la via delle cartiere, di cui ancora diverse sono in funzione. Si sale da Collodi e si passa per Ponte a Villa, Botticino, Biecina e Pracando. Dopo circa tre chilometri si gira a destra e si arriva a Colognora dove lo sguardo si distende sulla circolarità delle montagne che l'attornia.

Costruita sopra uno sperone di monte stretto e scosceso, a circa 600 metri sul livello del mare, si presenta come un munito castello dominante tutta la vallata della Pescia Minore. Con le sue molteplici aperture su più lati, la fortificazione è da annoverare fra le opere di notevole validità nell'architettura militare. Il reticolo delle strade, dei vicoli e delle piazzette addossate allo sperone del monte, non segue uno schema planimetrico preciso, perché è fortemente condizionato dall'andamento scosceso del terreno. All'ingresso dell'abitato, dal lato delle montagne, quello che risultava più esposto alle incursioni fiorentine, si trovano quattro varchi obbligati parti nelle mura formati in parte dalle stesse abitazioni. I primi due servono di accesso ad una corte ed alla chiesa, il terzo, ricostruito dopo il terremoto del 1921, si trova in fondo al paese. Il quarto è un vero e grande torrione che, con le sue imponenti scarpate, rinserra e difende il paese dalla parte del Battifolle.

Notevoli sono i portali di alcune case, le cui chiavi in pietra recano incise date del secolo XVI. In prossimità di un antico palazzetto, la chiesa di San Michele si presenta con un portale del cinquecento, il fregio dell'architettura è sovrastato da una graziosa lunetta. La chiesa, sopraelevata rispetto alla strada, ha tre navate. I quattro archi tra l'ingresso e l'altare maggiore poggiano su agili colonne. In fondo, nel centro dell'abside si può osservare un affresco restaurato, probabilmente del XVI secolo, che raffigura un'immagine cara ai Colognoresi: l'Arcangelo Michele nell'atto di trafiggere con la spada un diavolo incatenato tra le fiamme.

Degni di nota inoltre sono un olio su tavola eseguito nel 1632 da Tiberio Franchi, raffigurante la circoncisione del bambino Gesù, ed un gruppo ligneo con S. Rocco e S. Sebastiano ai lati del Crocifisso. Mentre le statue cinquecentesche dei due santi sono di buona fattura, il Crocifisso si presenta come un'opra di alto pregio, attribuito al Trecento o al Quattrocento. Di notevole pregio una croce astile in lamina d'argento del inizi del secolo XVI ornata di smalti traslucidi, riscontrabile in pochi altri esemplari della Toscana.

Il campanile, pur non molto alto, si presenta robusto ed interessante grazie a due guide di pietra arenaria, che modellano fortemente la parte centrale della muratura costruita con pietre più piccole non squadrate. Ha bifore con archi gemini così che il capitello, unico per le due colonne,diviene quasi a stampella, come in alcuni chiostri romanici. In alto si conclude con un campaniletto a vela che contribuisce a dargli un carattere singolare ed irripetibile. Per amor di precisione storica è utile ricordare che una primitiva chiesa, ubicata nello stesso luogo esisteva a Colognora assai prima del Mille. La data in cui tale chiesa risulta edificata corrisponde al periodo in cui i Longobardi convertitisi al Cristianesimo, essendo dei guerrieri, manifestarono una particolare simpatia e venerazione verso il santo guerriero (Michele), vincitore di Satana e degli angeli nemici di Dio.
Enzo Potenti originario di Colognora per parte di madre, porta in discussione la questione che nel dialetto parlato vi siano influenze di tipo, lombardo, forse bresicano. Egli si dice convinto che esso sia da collegarsi al fatto che i primi abitanti di Colognora arrivarono come mercenari al seguito dell'invasione longobarda e che il loro insediamento su di un costone impervio, naturalmente forte, insieme con due altre "coloniole" di Compito e di Val di Roggio, tutte di chiara origine longobarda per la dedica a San Michele delle loro chiese parrocchiali, faccia parte di un sistema di presidi fortificati, a guardia della potenza longobarda in Lucchesia. Numerose altre chiese di paesi della zona, situati in posizioni strategiche, sono intitolate a Santi guerrieri come Giorgio e Martino.

Villa Basilica - capoluogo della Valleriana ---- www.comunevillabasilica.it

Nel 1226 risulta che Villa Basilica era capoluogo della Valleriana e nel 1242 politicamente soggetta al Vicario Imperiale, residente a San Miniato. A quell’epoca sembra risalgano la costruzione dell 'imponente fortezza di Villa Basilica, della fortificazione del monte più alto della zona, al quale è rimasto il nome «Battifolle», e l'edificazione delle altre rocche del territorio, tra le quali quelle di San Quirico, Pontito, Colognora, Stiappa.

Villa Basilica già dal XVI secolo era nota per la lavorazione del ferro e del rame.
Numerosi sono gli artigiani che si dedicano ancora a questo mestiere.

Inoltre è nota per la produzione della carta per le varie cartiere distribuite sulla strada denominata "delle cartiere".

STEMMA DI VILLA BASILICA:

www.comunevillabasilica.it/